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Associazione Nazionale Marinai d'Italia

GRUPPO  “ ANDREA SANTORU “

ALGHERO

NOTIZIE

 Il 6 novembre è mancato all'affetto dei suoi cari il socio e amico

Biagio Bonavita

a nome di tutti i soci porgiamo le piu' sentite condoglianze

 

L' ANMI  ALGHERO  ONORA   I   MILITARI  CADUTI IN  MISSIONE DI PACE IN AFGHANISTAN

 Quattro militari italiani sono rimasti uccisi in Afghanistan per l'esplosione di un ordigno nel distretto del Gulistan, a circa 200 km a est di Farah, al confine con l'Helmand. Sono tutti Alpini.  La dinamica dell'attacco: un ordigno è esploso, alle ore 9.45 locali  al passaggio di un convoglio investendo il mezzo sul quale si trovavano i militari italiani .                                                                                                           
I soldati uccisi in Afghanistan si chiamavano : Gianmarco Manca, 32enne di Alghero (caporal maggiore presso il VII Reggimento Alpini di
 Belluno e celibe),
  il primo caporal maggiore Francesco Vannozzi, nato a Pisa il 27 marzo 1984; il primo caporal maggiore Sebastiano Ville, nato a Lentini, provincia di Siracusa, il 17 settembre 1983; e il caporal maggiore Marco Pedone, nato a Gagliano del Capo, in provincia di Lecce, il 14 aprile 1987.
                                                                                                                                                                    

                                                                                                       Gianmarco Manca

 

 

2 Novembre 2009   in occasione della commemorazione dei defunti,  una nostra rappresentanza, ha partecipato alla cerimonia commemorativa che si è svolta presso la Cappella di ingresso del cimitero cittadino.  E' stata celebrata una  messa dal vescovo di Alghero, alla quale erano presenti le piu' alte autorita' civili,  militari e religiose del nostro comune. Per Noi erano presenti il Presidente Alberto Sechi, il vice presidente Pasqualino Fais e il consigliere Giovanni Moro.

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Antonio Ciampelli nato il 26-08-1933, consigliere del Gruppo, Il 21-giugno 2009  se ne è andato prima del grande caldo. Ci mancherà la sua presenza nella sede sociale,

.

Socio fondatore del gruppo Andrea Santoru di Alghero, nel quale ha ricoperto la carica di consigliere per piu' mandati,

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     MAGGIO  2009       Ha lasciato il timone

 

il Sgt. Nocchiere  Salvatore Urtis , era nato il  11/02/1912,  (Matricola M.M. 30238)  Aveva piu' volte ricoperto l'incarico di consigliere , rinnovando puntualmente la tessera,  con i suoi 97 anni era ormai diventato il socio piu' anziano,  ai familiari le nostre piu' sentite condoglianze ed un particolare ringraziamento per la sua fedeltà al Gruppo.

 

 

MARZO 2009

Il Cav. Uff.  Antonio Monti

classe 1923 ex presidente del gruppo Andrea Santoru di Alghero, e presidente onorario, se n'è andato in questi giorni.  Ai familiari, va  tutto il nostro cordoglio e il nostro ringraziamento per quanto egli ha fatto per la associazione di Alghero.

            

La Preghiera del Marinaio                               

A Te, o grande  eterno Iddio,

Signore del cielo e dell'abisso,

cui obbediscono i venti e le onde, noi,

uomini di mare e di guerra,Ufficiali e Marinai d'Italia,

da  questa sacra nave armata della Patria leviamo i cuori.

Salva ed esalta, nella Tua fede, o gran Dio, la nostra Nazione.

Dà giusta gloria e potenza alla  nostra bandiera,

comanda che la tempesta ed i flutti servano a lei;

poni sul nemico il terrore di lei;

fa che per sempre la cingano in difesa petti di ferro,

più forti del ferro che cinge questa nave,

a lei per sempre dona vittoria.

Benedici , o Signore, le nostre case lontane, le care genti.

Benedici nella cadente notte il riposo del popolo,

benedici noi che, per esso, vegliamo in armi sul mare.

Benedici!


Autore della "Preghiera del marinaio" fu lo scrittore Antonio Fogazzaro, nato a Vicenza il 25 Marzo 1842. Fogazzaro la scrisse nel 1901, sollecitato dal vescovo di Cremona, Bonomelli, cui stava a cuore lo spirito religioso dei marinai.

Il comandante del “Giuseppe Garibaldi” Capitano di Vascello Cesari Agnelli, colpito dalle parole della preghiera del Fogazzaro, chiese e ottenne nel Marzo di quell’anno, dall'allora ministro della Marina, Ammiraglio Costantino Morin, l’autorizzazione a recitarla in navigazione prima dell’ammaina bandiera, quando l’equipaggio è schierato a poppa. Da allora tale consuetudine si diffuse rapidamente su tutte le navi della flotta, tanto che nel 1909 la “Preghiera Vespertina” era già comunemente conosciuta come “Preghiera del marinaio italiano” e ne era stata resa obbligatoria la lettura a bordo.

La “Preghiera del marinaio” viene attualmente letta, oltre che prima dell’ammaina bandiera in navigazione, anche al termine delle messe a bordo, nelle caserme e negli stabilimenti della marina e alla conclusione delle funzioni religiose celebrate in suffragio di marinai deceduti.

 

Santa Barbara
Patrona della Marina Militare

Santa BarbaraSi narra che Barbara di Nicomedia in Bitinia fu rinchiusa in una torre e poi condotta al martirio per la sua indomata fede cristiana osteggiata dal padre pagano Dioscoro, che "al quattro del mese di dicembre, regnante Massimiano imperatore, ed essendo preside Marziano..." (circa nel 288 d.C.), fu incenerito da una fulmine celeste, simbolo della morte immediata senza la possibilità di redimersi.

Ella fu prescelta perché rappresenta la serenità del sacrificio di fronte al pericolo senza possibilità di evitarlo, e fu eletta a patrona "di coloro che si trovano in pericolo di morte improvvisa". Infatti, la martire, nell'imminenza del supremo sacrificio, pregò Gesù: "... tu che tendesti i cieli e fondasti la terra e rinchiudesti gli abissi, il quale comandasti ai nuvoli che piovessero sovra i buoni e sovra i rei, andasti sopra il mare e riprendesti il tempestoso vento, al quale tutte le cose obbediscono, esaudisci per la tua misericordia infinita la orazione della tua ancilla... Pregoti Signore mio Gesù, se alcuna persona a tua laude farà memoria di me e del mio martirio,... mandali grazia per tua misericordia"...

La compenetrazione leggenda/momenti di vita mistica spiega le ragioni per cui subito dopo l'invenzione della polvere da sparo ciascun magazzino di munizioni, in particolare sulle navi da guerra, per devozione alla vergine di Nicomedia, da sempre ha attaccato sulle pareti un'immagine della santa "perché siano preservati dal fuoco e dai fulmini celesti i depositi delle polveri che si chiamano appunto Santebarbare"... (Padre Alberto Guglielmotti).

A seguito del Breve Pontificio di Pio XII del 4-12-1951 di proclamazione solenne a Celeste Patrona, ogni 4 dicembre gli uomini della Marina Militare e quanti operano per essa, nel ritrovarsi con le comuni origini e valori, festeggiano solennemente e degnamente la loro Santa Patrona.

10 Giugno
Istituzione della Festa della Marina Militare

L'istituzione della "Festa della Marina Militare" risale al 13 marzo 1939. All'epoca ogni singola Forza Armata ebbe l'opportunità di scegliere il giorno in cui celebrare la propria festa: per la Marina Militare fu indicata la data del 10 giugno quale ricordo di una delle più significative ed ardite azioni compiute sul mare nel corso della 1ª Guerra Mondiale: l'impresa di Premuda.

Precedentemente al 1939, la festa della Marina veniva celebrata il 4 dicembre, festa di Santa Barbara patrona della Forza Armata.
Istituita la giornata celebrativa e scelta la data 10 giugno, la festa fu celebrata per la prima volta proprio nel 1939 con solenni cerimonie in tutte le piazze marittime militari, a bordo delle Unità Navali e all'interno di tutti gli stabilimenti di lavoro.

A Roma affluirono per la circostanza ventiduemila marinai, con 150 stendardi di unità di superficie e 105 di sommergibili. Essi resero omaggio alla tomba del Milite Ignoto e sfilarono su via dei Fori Imperiali.

Negli anni 1940 e 1941 la celebrazione fu caratterizzata da un tono decisamente minore, tornando, malgrado gli avvenimenti della guerra in corso, a toni solenni nel 1942. Temporaneamente sospesa dal 1945 al 1949, la celebrazione fu ripristinata nel 1950 abbinata alla festa di Santa Barbara nella data del 4 dicembre.

Nel novembre del 1963, infine, anche su particolare insistenza del Presidente dell'Associazione Nazionale dei Marinai d'Italia, l'allora Capo di Stato Maggiore della Marina, Ammiraglio Ernesto Giuriati, chiese al Ministro della Difesa di riportare la giornata celebrativa alla più significativa data del 10 giugno.

Ottenuta l'autorizzazione ministeriale, la tradizione fu definitivamente ripresa con i festeggiamenti del 10 giugno 1964 e d'allora non ha più subito variazioni.

La Bandiera della Marina Militare

La bandiera navale della Marina Militare risale al dopoguerra, quando è stata istituita con un decreto dell'allora Capo dello Stato Enrico De Nicola il 9 novembre 1947.
Sul decreto, pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale il 29 novembre '47 (n. 275), all'articolo 1 si legge che la Bandiera navale della Marina Militare "è costituita dal Tricolore italiano, caricato, al centro della banda bianca, dall'emblema araldico della Marina militare, rappresentante in quattro parti gli stemmi delle Repubbliche marinare (Venezia, Pisa, Genova, Amalfi), e sormontata da una corona turrita e rostrata".
L'uso del tricolore sulle navi va tuttavia fatto risalire al 1848 quando l'Italia unita era ancora di là da venire. Con il Regio Decreto del 15 aprile di quell'anno, Carlo Alberto dispone "che la stessa bandiera, quale simbolo dell'unione italiana, che sventola sulle schiere da Noi guidate a liberare il sacro suolo d 'Italia, sia inalberata sulle Nostre navi da guerra". Esse "inalbereranno, quale bandiera nazionale, la bandiera tricolore italiana (verde, bianco e rosso) con lo scudo di Savoia al centro. Lo scudo sarà sormontato da una corona.
Il 30 dicembre 1939, il Sottosegretario di Stato per la Marina, Ammiraglio d'Armata Domenico Cavagnari, chiede alla Regia Consulta Araldica del Ministero degli Interni di riconoscere un emblema araldico alla Marina (allora Regia Marina). Emblema che, scrive Cavagnari nella lettera di richiesta, occorre "saldare, gettato in bronzo, sulla prora delle navi" e che riunisce "emblemi caratteristici della Marina imperiale di Roma, delle Repubbliche Marinare di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi e della Marina imperiale. [...] In cuore, soprapposto ai quattro quarti, lo scudo sabaudo affiancato dal fascio littorio. A simboleggiare l'origine della marineria di Roma, lo stemma è sormontato dalla Corona turrita e rostrata, emblema di onore e di valore che il Senato romano conferiva ai duci di imprese navali, conquistatori di terre e città oltremare".
Lo stemma proposto dall'Ammiraglio Cavagnari viene concesso con Regio Decreto durante la guerra, nell'aprile '41. I problemi di applicabilità del decreto derivanti dal conflitto prima e dall'armistizio del '43 poi, fanno dimenticare la questione che viene riaperta solo alla fine del '47 dal Presidente Enrico De Nicola che istituisce la "Bandiera navale" della Marina Militare della Repubblica Italiana epurandola dal blasone sabaudo e dai due fasci littori a seguito del Referendum del 1946.
Come è nata la necessità di uno stemma per la Marina Militare? Per le nostre navi non sarebbe stato sufficiente inalberare la semplice bandiera italiana? La ragione è poco nota: la "disadorna" bandiera tricolore avrebbe potuto generare degli equivoci durante la navigazione perché in tutto conforme all'insegna della Marina del Messico. Si è quindi deciso di adottare l'emblema araldico del '41, poi modificato da De Nicola nel '47 e che campeggia ancora oggi sullo sfondo bianco del tricolore italiano.

Bandiera della Regia Marina (Regno d'Italia)

Proposta di bandiera del 1939

La Bandiera della Marina Militare Italiana nel 1947

L'attuale stemma della Marina Militare Italiana

 

 

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